CUORI RIVELATI

I CUORI RIVELATI si costituiscono come gruppo di attori, danzatori e performer diversamente abili e psichiatrici.


L'aspetto caratterizzante dei membri è la naturale capacità di mettere a nudo se stessi, anzi di essere già a "nudo", rivelandosi in scena in un rapporto diretto e personale con il pubblico, da qui si sviluppa tutta la poetica dei CUORI RIVELATI.


Spesso, l’esperienza della “rivelazione” è alla base di ciò che accade in ambito spirituale, quando si manifesta una grande verità (ad esempio con i Santi), per noi una persona con disabilità, o una persona cosiddetta “diversa” si fa portatrice di grandi verità, di grandi rivelazioni. Manifestate poi, come azione sulla scena e resa accessibile a tutti. Vorremmo con la costituzione di questo gruppo autogestito, fare un’inversione di prospettiva: il disabile è colui che chiede aiuto e assistenza, a lui si rivolgono le benemerite associazioni assistenzialistiche, questo progetto chiede aiuto al diversamente abile, perché è colui che in scena ci rivela delle verità straordinarie.


Il Teatro per noi diventa un tentativo di rompere quell’idea stessa di “teatro della diversità”, un’idea diremmo noi che riconduce le persone sulla scena al loro ruolo sociale, in un’azione socialmente utile o salvifica. Scardinare questa idea per noi significa non chiudersi in una forma chiusa, e riportare alla normalità del teatro le persone che stanno sulla scena: gli attori. Una sottrazione di ruolo, una sottrazione a quel che apparentemente è. 

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diverse abilità  

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I CUORI RIVELATI si costituiscono come gruppo di attori, danzatori e performer diversamente abili e psichiatrici.


L'aspetto caratterizzante dei membri è la naturale capacità di mettere a nudo se stessi, anzi di essere già a "nudo", rivelandosi in scena in un rapporto diretto e personale con il pubblico, da qui si sviluppa tutta la poetica dei CUORI RIVELATI.


Spesso, l’esperienza della “rivelazione” è alla base di ciò che accade in ambito spirituale, quando si manifesta una grande verità (ad esempio con i Santi), per noi una persona con disabilità, o una persona cosiddetta “diversa” si fa portatrice di grandi verità, di grandi rivelazioni. Manifestate poi, come azione sulla scena e resa accessibile a tutti. Vorremmo con la costituzione di questo gruppo autogestito, fare un’inversione di prospettiva: il disabile è colui che chiede aiuto e assistenza, a lui si rivolgono le benemerite associazioni assistenzialistiche, questo progetto chiede aiuto al diversamente abile, perché è colui che in scena ci rivela delle verità straordinarie.


Il Teatro per noi diventa un tentativo di rompere quell’idea stessa di “teatro della diversità”, un’idea diremmo noi che riconduce le persone sulla scena al loro ruolo sociale, in un’azione socialmente utile o salvifica. Scardinare questa idea per noi significa non chiudersi in una forma chiusa, e riportare alla normalità del teatro le persone che stanno sulla scena: gli attori. Una sottrazione di ruolo, una sottrazione a quel che apparentemente è. 

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